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Sulle autocaravan gli ambienti da climatizzare sono generalmente
di notevole volumetria e quindi, come detto nel capitolo precedente,
l'impianto fornito dal costruttore del telaio può non bastare,
anche solo per la mancanza di una canalizzazione che raggiunga
il vano posteriore. Se si considera poi che la finestratura posteriore
è diversa da quella delle auto, per materiali e tipi di apertura,
si comprende come sia facile avere una temperatura interna elevata.
Per rinfrescare la cellula si usano quindi degli apparecchi specificamente
progettati per l'uso automobilistico ma che possono funzionare
anche in sosta. I più diffusi vengono installati sul tetto, sfruttando
le aperture già presenti o creandone di nuove. Esistono anche
modelli installabili esternamente sottoscocca o internamente nelle
cassepanche, generalmente hanno un costo superiore ed è più complessa
l'installazione, ma forniscono un'interessante alternativa qualora
il tetto non sia utilizzabile. La maggioranza di questi apparecchi
è alimentato a 220v, in modo da poter funzionare anche con l'allacciamento
alla rete elettrica dei campeggi. Attenzione però alla potenza
assorbita in quanto alcune strutture limitano la corrente erogata
cosa che farebbe saltare il salvavita. Se l'ambiente richiede
una potenza elevata a volte è preferibile optare per due condizionatori
più piccoli che possano funzionare separatamente (ad es. uno nella
zona giorno e uno in quella notte), oppure prevedere un generatore
di corrente di cui tratteremo in un capitolo a parte. Il vantaggio
di quelli installati a soffitto è che il motore, anche se abbastanza
silenzioso, rimane esterno mentre internamente ci sono solo bocchette
e comandi. Molti apparecchi sono dotati anche di pompa di calore,
utile in inverno come riscaldamento in aggiunta a quello del motore.
Nel funzionamento in marcia è necessario disporre di un inverter,
cioè un apparecchio in grado di trasformare i 12 volt provenienti
dalla batteria dei servizi che a sua volta rimane sotto carica
con l'alternatore del veicolo. Nonostante gli assorbimenti di
questi apparecchi siano contenuti l'alternatore di serie potrebbe
non bastare e la batteria tenderà inesorabilmente a scaricarsi:
in questo caso può essere necessario valutarne la sostituzione
con uno maggiorato che però inciderà sui consumi del motore. E'
ovvio quindi che a maggior ragione a motore spento l'inverter
alimenterà il condizionatore per un tempo molto limitato definito
dalla capacità della batteria servizi, e nonostante questi apparecchi
siano dotati di una protezione che interrompe il funzionamento
quando il voltaggio scende sotto una soglia prestabilita è bene
non approfittarne. Ad oggi non ci sono tecnologie alternative
per far funzionare questi apparecchi elettrici: pannelli solari,
pile a combustibile, generatori eolici o altri dispositivi ecologici
di ultima generazione non sono in grado di fornire spunti di corrente
così elevati.
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